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Riabilitazione Ictus, la prima palestra al mondo con robot indossabili

Sono molte le patologie che lasciano disabilità motorie importanti. L’ictus è una di queste ma può contare su quello che ha tutte le caratteristiche per diventare un polo clinico di eccellenza, grazie al progetto “Ronda”, acronimo di “Robotica indossabile personalizzata per la riabilitazione motoria dell’arto superiore per i pazienti neurologici” coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Obiettivo di “Ronda” infatti è una palestra, la prima al mondo, dove i pazienti colpiti da ictus e da altre malattie neurologiche gravi potranno seguire una terapia riabilitativa all’avanguardia per la mobilità degli arti superiori attraverso robot indossabili.

La palestra sarà equipaggiata con almeno cinque stazioni di riabilitazione in grado di garantire altrettanti metodi personalizzati:

  • due sistemi robotici indossabili per la mobilizzazione della spalla e del gomito specializzati, rispettivamente, per pazienti neurologici con ridotta capacità motoria e affetti da elevata spasticità o con moderate capacità motorie residue;
  • dispositivi robotici per riabilitare la mano e il polso, una nuova interfaccia tra uomo e macchina che permetta al paziente di sfruttare le capacità residue dei muscoli dell’arto superiore per controllare i robot indossabili;
  • un sistema di realtà virtuale per la presentazione degli esercizi in uno scenario motivante per adattare la difficoltà degli esercizi alla capacità residua motoria del paziente e stimolare le capacità cognitiva.

Nel corso del programma una palestra sarà posta nell’Unità di Neuroriabilitazione dell’ospedale di Cisanello (Pisa) e un’altra presso l’ospedale Versilia di Viareggio.

Il progetto Ronda è stato coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In particolare, dal prof. Silvestro Micera, coadiuvato dal prof. Nicola Vitiello dello stesso Istituto e dal prof. Antonio Frisoli dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione), sempre della Scuola Superiore Sant’Anna. Altri partner sono l’Unità di Neuroriabilitazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria pisana, l’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, l’Ausl Toscana Nord Ovest e due spin off della Sant’Anna, Humanware e Wearable Robotics, attive nel settore biomedicale e della riabilitazione.

Ha una durata di due anni, terminerà nella primavera del 2018 ed è stato sovvenzionato in gran parte da regione Toscana, circa 1 milione di euro a fronte di un costo totale di 1 milione e 700mila euro

 

Ph Credits Scuola Superiore Sant’Anna

2 Commenti

  1. Grazia Carolfi

    TALI DISPOSITIVI SONO IN USO IN STRUTTURE A Milano,SE SI QUALI? SONO MOLTO INTERESSATA,GRAZIE

    • Buonasera

      a Milano è presente l’AUS, Unità Spinale dell’ospedale Niguarda che si occupa di riabilitazione seguente a lesioni al midollo spinale.

      Non sappiamo invece se dal giugno 2016, data di pubblicazione dell’articolo a cui si riferisce, il progetto portato avanti dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sia stato replicato anche da altre città. Ci informeremo senz’altro e se avremo notizie ne scriveremo

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