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Schwarzenegger “castiga” il bullo social

Una goccia nel mare. Ma, nonostante questo, è stata una risposta esemplare quella che lo sportivo, attore ed ex governatore della California Arnold Schwarzenegger ha rifilato al troll (o al semplice frustrato) che nei giorni scorsi aveva insultato su Facebook gli atleti con disabilità impegnati nelle Special Olympics in Austria

 

special olympics

 

Una risposta esemplare ed efficace perché logica, motivata e misurata. Una replica lucida e corretta, da campione. Una vera e propria “pizza” virtuale degna del miglior RoboCop o Terminator. E a quel punto allo sciocco da tastiera, silurato e affondato, non è rimasto che rimuovere le stupide frasi che aveva postato.

Ciò che lascia questo brutto episodio è la speranza che la “lezione”all’autore, soprattutto se si è trattato dell’intervento maldestro di un teenager (fosse un adulto sarebbe ben peggio), possa servirgli a comprendere che nella vita sono poche le cose più meschine dell’avventarsi su chi si trova in condizioni di difficoltà. Sono quegli insegnamenti basici, elementari, banali, che dovrebbero arrivare forti e chiari dalle famiglie e che dovrebbero crescere insieme a ogni individuo per farne brave persone.

Ma quando ciò non accade (e spesso non accade) chissà che, in questo bizzarro mondo, la tanto vituperata rete e, nello specifico, il social a più alto tasso di bullismo riescano di quando in quando a fare breccia nella testa, ma soprattutto nel cuore, di chi si è espresso con toni tanto privi di empatia.

I network sociali sono strumenti potenti. Ma sono soltanto mezzi. E come ogni mezzo, in fondo, ciascuno li adopera nei modi e li carica dei contenuti che più “lo” e “la” rispecchiano. Per giocare, per condividere emozioni, per scherzare con gli amici, per lavorare o per passare il tempo. Sono tutti più che leciti, ognuno i social li usa come crede. Ma per offendere, per denigrare e per abbattere – oltretutto degli atleti pluripremiati che, a conti fatti, trascorrono la vita in modo senz’altro più intelligente di chi sputa veleno nascosto da una tastiera – proprio no. Perché chi si comporta così, in definitiva, qualifica soltanto sé stesso.

 

Sotto, la traduzione dall’inglese del post dell’attore:

<Nonostante questo commento sia stupido e maligno, non lo cancellerò né ti bannerò, perché si tratta di una questione educativa. Ti garantisco che questi atleti hanno molto più coraggio, compassione, cervello e abilità di te. Prendi una decisione. Puoi imparare da loro e iniziare a metterti alla prova per restituire qualcosa al mondo, oppure puoi continuare a essere un triste, pietoso e geloso troll di Internet che non aggiunge nulla al mondo e deride chiunque ci riesca. Capisco che tu desideri solo attenzione, ma fammi essere chiaro: se continui così nessuno si ricorderà mai di te>

 

2 Commenti

  1. Voi vi siete espressi in modo elegante. Grazie di questo. Io però no, io non ho obblighi professionali e posso “permettermi” di parlare “terra terra”, così sarà alla portata di tutti: i poveretti e le poverette usano i social per fare il male; le persone per bene, per fare il bene.

    • Gentile Federico

      dopo il suo post il nostro magazine è stato oggetto di commenti spam e di hackers come mai prima (finiti nel cestino), ne deduciamo che il termine da lei scelto abbia toccato qualche nervo scoperto 😉

      Continui a seguirci e a scriverci, sarà un piacere offrirle spazio per commentare

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